calcoloInfinitesimale

Piste false su cui instradarci

di GIANRICO CAROFIGLIO

 Secondo te perché il titolo “Calcolo infinitesimale”?
    In matematica il calcolo infinitesimale è un processo che, in teoria, non si esaurisce mai. Tende, all'infinito, ad ottenere un risultato senza mai raggiungerlo definitivamente.  Nella condotta dei due protagonisti ritrovo lo stesso “accanimento ad ottenere ciò che è impossibile raggiungere. Un comportamento non infrequente  nel mondo reale sul quale il film ci invita ad interrogarci con ironia.Mentire e unarte2

 In che modo il film lo affronta il tema del doppio?
    Il tema del doppio, dell'identità multipla è importante e frequente tanto in letteratura quanto nel cinema. In questo film è sicuramente centrale. Il costante riflettersi dei personaggi uno nell'altro e l'intreccio  delle loro relazioni produce interessanti cambi di prospettiva. L'incertezza di sé di protagonisti è in realtà la condizione sostanziale di un riconoscimento.

 “L'amore è cieco e questo spiega perché gli amanti, spesso, non sanno quello che fanno”. Che relazione pensi vi sia fra questa didascalia e la battuta finale di Roberto: “Piccola io non rinuncio a non essere chi sono”?
    Direi che la complementarietà fra verità e menzogna è forse il tema centrale del film. Roberto fa della sua vita un'opera d'arte, la modella, l'inventa. Consapevolmente.  Il suo proiettarsi nell'Uomo Mascherato,  è un gioco, ma non lo è, appunto, l'affermazione  con sui si chiude il film: “Piccola, io non rinuncio a non essere chi sono”.

“Questa è una storia vera, accaduta a Stromboli...” Sulle prime immagini del film leggiamo questa frase, chiaramente falsa. Perché?
    Che lo sia lo capiamo un bel po' dopo. Comunque è quello che dicevamo prima. Il film costruisce continuamente piste false su cui instradarci, non tanto per prendersi gioco di noi, quanto per coinvolgerci nel suo meccanismo enigmistico di finzione-verità.

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L'isola di Stromboli è solo lo scenario in cui si svolge la vicenda del film?
   Stromboli non è solo un'isola, è un vulcano perennemente attivo, uno dei pochi al mondo. Nel film, oltre a essere il fondale della storia, ha anche un sicuro valore metaforico.

Il film ci dice che “mentire non è una virtù, bensì un'arte”, la morale kantiana “che la virtù è felicità in se stessa”, eppure tutti mentono. Come la mettiamo?
    I due protagonisti non fanno altro che raccontarsi bugie ma, come dicevamo prima, le loro bugie non sono altro che l'altra faccia della verità. Senza di esse la verità stessa non avrebbe senso. Si tratta peraltro di un concetto assai sfuggente. Tempo fa mi sono messo a giocare con gli anagrammi della locuzione "la verità". Vuoi sapere quanti ne ho trovati?

Quanti?
    Più di venti ma tre sono particolarmente interessanti. Eccoli: la verità-rivelata; la verità-relativa; la verità-evitarla...