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I registi e 'Calcolo Infinitesimale'

di MADDALENA RINALDO

Un bicchiere di vino, qualche nocciolina per rompere il ghiaccio e uno splendido cd jazz in sottofondo. Davanti a me Enzo Papetti e Roberto Minini Merot, i due registi di ‘Calcolo Infinitesimale’, il film rivelazione dell’anno interpretato dalla splendida Stefania Rocca e dal bravissimo Luca Lionello, che uscirà nelle sale a giugno.

Alzo il calice per brindare a noi, l’intervista può iniziare.Enzo bianco e nero

Enzo Papetti, lei oltre a essere uno dei registi di ‘Calcolo infinitesimale’, è anche l’autore. Perché ha scelto di dargli questo titolo?

Me lo hanno chiesto diverse volte e, finora, mi accontentavo di rispondere: “Perché è il titolo del romanzo di Pistis (il protagonista), da cui ha origine la storia”. Ma c'è dell'altro. Il calcolo infinitesimale è una parte dell'analisi matematica che studia il "comportamento locale" di una funzione tramite le nozioni di continuità e di limite, di derivata e integrale per definire i processi di convergenza di una successione o di una serie. In teoria è un processo che non si esaurisce mai. Tende, all'infinito, ad ottenere il massimo risultato senza raggiungerlo mai. In esso, l'infinitamente piccolo e l'infinitamente grande tendono a convergere. Il film segue la condotta dei due protagonisti per scoprire cosa muove le loro scelte, cosa si nasconde dietro il loro “accanimento”. Ironicamente, cavalcandone la cifra stilistica, il film assume la possibilità di scavare a fondo nelle trame dell'animo umano, come se fosse possibile ottenere risposte “razionali”, in grado di spiegare determinati (e inconsulti) comportamenti.  


Essere sinceri è una virtù, mentire un’arte. Il tema del film è chiaro. Ci spieghi però il senso profondo di questa frase e perché ha deciso di scrivere e girare un film che tratti il tema della menzogna.

IMG 4663AA “Essere sinceri è una virtù, mentire un'arte” fa pendant: “L'amore è cieco e questo spiega perché gli amanti, spesso, non sanno quello che fanno”. La complementarietà di verità e menzogna costituisce lo snodo tematico centrale del film. I due protagonisti non fanno altro che raccontarsi frottole ma le loro frottole non sono altro che l'altra faccia della verità, senza la quale la verità stessa non avrebbe senso. In quest'intreccio “imbrogliato” di vero/falso, “Calcolo infinitesimale” ci dice qualcosa di significativo su ciò che lega la verità alla finzione e questa alla realtà. Questione quanto mai dolente, che è stata affrontata di volta in volta dal punto di vista: a) della corrispondenza con la realtà, b) della sua coerenza all'interno di un sistema di affermazioni, c) del consenso che promuove, d) dell'utilità pragmatica e  e) dei processi sociali con cui si identifica. Credo sia un tema universale e, visto i tempi che corrono, un tema anche profondamente politico.


Avete scelto di girare il film a Stromboli. Perché proprio lì?

Stromboli è “Iddu”, la natura primigenia, catastrofica, esplosiva, il dio solenne e benevolo che ospita la comunità degli isolani. E' in questo “regno protetto” che si svolge l'incontro di Roberto e Valeria, l'incontro degli “eterni amanti”. Un regno circoscritto dal fondo marino e dalle viscere del cratere. In questo contesto ciò che il film mette a tema è il rapporto fra ragione e sentimento, misura e dismisura. L'isola, in quanto contenitore della storia, delle vicende che legano i due protagonisti alla maestà di uno spazio emotivo non è solo una cornice scenografica, ma è il quadro in cui l'estro dei due protagonisti prende senso.

Alla fine del film, Roberto Pistis, interpretato da Luca Lionello, dice la seguente battuta: ‘Piccola, io non rinuncio a non essere chi sono’. Cosa significa questa frase?

Significa che Roberto e noi con lui, non accettiamo di essere chiusi nella gabbia di un Io che ci impone un ordine (regole) esterno alla nostra singolare esperienza. Significa che qualunque sia la ragione che ci incatena ad un habitat precostituito (sociale o morale) siamo pronti ad accettarla solo e nella misura in cui è in grado di alimentare il nostro immaginario.

Quale messaggio volete che arrivi al grande pubblico dopo aver visto ‘Calcolo Infinitesimale’?

"Il lato oscuro della commedia”, che non definirei “messaggio”. Sarei più che soddisfatto se il pubblico, uscendo dalla sala, sospetti di aver seguito una vicenda che, fingendo di parlare d'altro, lo conduca a misurarsi con temi non del tutto banali. Che fra le increspature di un racconto leggero (e, mi auguro, divertente), possa recuperare uno sguardo critico. Il che ci permetterebbe di rinviare l'attenzione ad un altro tema decisivo: quello fra “l'urgenza di adottare modelli comunicativi semplici” al fine di dialogare con il più ampio target disponibile, senza per questo rinunciare ad intrattenere un dialogo aperto su più fronti. Su questo piano oggi più che mai si gioca la difesa e la salvaguardia della nostra democrazia.Schermata 2016 04 04 alle 15.02.14

Roberto Minini Merot, che ruolo ha nella sua vita la menzogna e quanto c’è in lei di Roberto Pistis e di Valeria Hostis?

Posso dire di essere una persona fondamentalmente sincera. Eppure sono il primo ad ammettere che in alcune circostanze alla verità ci arrivo per passaggi successivi, per cercare di adeguarmi a situazioni o persone... insomma, recitando un piccolo copione, fatto anche di più personaggi... più spesso per non ferire e non per tornaconto personale, in questo mi sento un “puro”. Comunque tutti noi, che lo si voglia o no, siamo la somma di tanti vissuti, di tanti incontri e frequentazioni, per cui molto spesso anche senza rendercene conto recitiamo, assumiamo atteggiamenti e comportamenti diversi. E' ciò che fanno, esagerando evidentemente queste dinamiche comportamentali, i due protagonisti di questa bizzarra vicenda. Si raccontano frottole in continuazione... per ritrovarsi alla fine in una comune sintonia.


Avete definito il film ‘a Feel good movie’, un genere che sta prendendo sempre più piede in America, ma che in Italia ancora non conosciamo. Ci può spiegare cosa significa?

Un film per stare bene, per sentirsi meglio. A proposito di quanto dicevamo poc'anzi, Calcolo infinitesimale contiene tematiche che potrebbero essere (e nel cinema spesso lo sono) affrontate in chiave psicanalitica, sociologica... in modo molto serio insomma. Ben lungi dal voler insegnare alla gente come si fa a stare al mondo, abbiamo scelto invece di trattarle in modo divertito e disincantato, provando a sorridere un po' di noi stessi e dei nostri comportamenti. Questo genere di commedia non rinuncia a misurarsi con certi argomenti ma lo fa in modo più leggero... che non significa superficiale beninteso, ti suggerisce piuttosto un approccio distaccato, il più possibile sereno, proprio per cercare di affrontare questioni anche cruciali in modo più equilibrato e consapevole... e questo aiuta il buon umore.DSCF4614

A quali film e a quali registi vi siete ispirati durante le riprese di ‘Calcolo Infinitesimale?

Francamente, non sono i film o i registi ad ispirarmi, piuttosto la musica, la pittura, la letteratura, qualsiasi altra forma d'arte... è ovvio che avendo visto qualche migliaio di film qualcosa rimane nei meandri dell'immaginario, i capolavori dei grandi maestri sono lì ben sedimentati per cui, come a proposito del comportamento, di tanto in tanto emergono e ti suggeriscono un clima, una luce, un'angolazione, un ritmo, nell'auspicio che tutta questa somma di ispirazioni si possa trasformare in uno stile personale. Questo è il mio atteggiamento, oltre cha la mia ambizione. Per quanto riguarda “Calcolo” è chiaro il rimando ai maestri della grande commedia classica americana, a quella francese, con qualche tocco surreale... c'è ben poco di “italiano” in effetti.


Durante il film compare un pesce volante, uno squalo si direbbe. Che significato ha e perché una scelta così curiosa?

A proposito di “tocco surreale”... un pesce che fluttua nell'aria anziché nel suo elemento naturale! Il senso sta tutto in quella scena dove Roberto e un amico del luogo sono seduti sul molo a guardare l'orizzonte. Roberto gli chiede “come va?” e l'amico risponde con un detto stromboliano praticamente intraducibile che però racchiude una “filosofia” di vita... “chi sa muoversi fuori dal proprio ambiente, spesso finisce per stare meglio!” E' quello che accade a Roberto e Valeria, i due protagonisti del film e il pesce volante ne è la metaforica e divertita rappresentazione.


Faccio a lei la stessa domanda che ho fatto a Papetti: quale messaggio volete che arrivi al grande pubblico dopo aver visto ‘Calcolo Infinitesimale’?

Messaggi nessuno, per carità! Sarei contento se il pubblico, dopo aver sorriso per 90 minuti, uscisse dalla sala con uno stimolo in più per  riflettere sui propri comportamenti e sulle proprie azioni... guardarsi dentro per conoscere meglio se stessi. Come dicevo, siamo una somma di vissuti e dobbiamo esserne consapevoli, qui si va ben oltre il tema del doppio... siamo singoli di molti, siamo il risultato del molteplice divenire. Enzo parlava di salvaguardia della democrazia... Imparare a conoscere a fondo se stessi per imparare a conoscere meglio gli altri, ad interagire con l'altro da sé è il fondamento della democrazia.